venerdì 26 febbraio 2010

pane casereccio delle Simili, un pane spettacolare...




volevo aspettare qualche giorno prima di postare qualcos'altro perchè temo di andare un po' a raffica, ma io sono così sempre nella vita, se mi danno un regalo lo apro subito e se devo fare qualcosa non riesco ad aspettare, e poi c'è una ragione al di sopra di tutto, ed è semplicemente che questo pane è TROPPO buono e volevo assolutamente farvelo vedere!!

prima di cominciare a parlare di questa doppia scopiazzatura, devo ringraziare la titolare del blog http://ilparadisoincucina.blogspot.com/ per aver gentilmente cestinato un mio commento che avevo lasciato in chiarimento alla simil torta cameo di cui vi ho parlato sotto, vedo che nonostante l'aura di bontà e gentilezza il comportamento non è stato dei più educati, grazie ancora!

e adesso veniamo a cose serie, questo è il pane casereccio delle sorelle simili, che alcuni giorni fa laura ha proposto nel su blog http://antroalchimista.blogspot.com ,
mi aveva colpito subito ma non capivo la formatura dei panini, poi mi sono ricordata di avere anche io il libro e sono andata a vedere se per caso c'erano le foto ...e c'erano!!!!!!

detto fatto, preparo il necessario e panifico!!
bè, il pane mi aveva colpita e immaginavo dalle foto di laura che fosse buono, ma mai COSI' buono!!
spettacolare, una crosta scrocchiolosa e un interno da urlo, mio marito lo ha eletto come pane quotidiano.....ma purtroppo c'è lo strutto, e per i motivi che sapete sarà un pane una tantum.........

e adesso lo scopiazzo spudorato, direttamente da un copia-incolla dall'antro ecco a voi........



Pane Casereccio
ricetta di Valeria e Margherita Simili
tratta dal libro Pane e Roba Dolce

" Il casereccio è il tipico pane bolognese ad impasto duro. Nelle campagne dove si faceva il pane una volta a settimana per le famiglie, sempre molto numerose, era faticoso lavorare una pasta così dura e perciò esisteva a questo scopo uno strumento chiamato "grama". Era costituito da una base di legno sulla quale era applicato un bastone che serviva per battere la pasta, mentre una donna la piegava e la faceva ruotare. Noi cerchiamo di riprodurre questi gesti usando il matterello, il tutto risulta molto divetente e serve anche a scaricre la tensione. Una nostra simpatica allieva diceva "Ogni battuta ha un nome!".

Bene, una volta preparato l'impasto, via con i formati. Nostro padre diceva che il forno perdona molte cose, il che significa che qualunque cosa facciate il forno ve la renderà trasformata in una piccola scultura che potrete presentare come una riproduzione personalizzata dei formati più tradizionali.

Ricordatevi di tenere l'impasto molto duro altrimenti rischierete di perdere il formato durante la cottura e dopo tanta fatica ed estro artistico, sarebbe un vero peccato."

Ingredienti

Il fondo
50 g farina 0
25 g acqua
2 g lievito di birra

Preparazione del Fondo
Mettere la farina in una tazza, fate una piccola fontana al centro della quale sbriciolerete il lievito, scioglietelo con l'acqua e raccogliendo la farina tutt'attorno, formate un piccolo impasto; coprite con un piatto e lasciate lievitare a temperatura ambiente per tutta la notte (8-10 ore)

Impasto
300 g farina
130 g acqua
10 g lievito di birra
15 g di strutto
15 g di olio
5 g di sale

Preparazione
Fate la fontana, mettete al centro il lievito di birra sbriciolato ed il fondo a pezzetti, versatevi sopra l'acqua e, lavorando con la punta delle dita, riducete il tutto ad una poltiglia; poi unite il resto degli ingredienti, amalgamate bene, fino ad ottenere un impasto duro. Battete con il matterello per alcune volte, fino ad ottenere una superficie liscia e ben amalgamata.

Per fare i formati
Per tutti i formati i primi movimenti sono gli stessi
Spezzare l'impasto a seconda del peso desiderato.
Formare delle palline
Spianarle con il matterello formado delle pizzette
Arrotolarle e formare dei filoncini non troppo grossi (circa 2/3 cm di diametro)
Adagiarli verticalmente davanti a voi e assottigliarli con il matterello a circa mezzo cm di spessore.
Avrete così ottenuto le "Pastelle". Quando tutte le pastelle saranno pronte, passate a forgiare i vari formati. Disponete i formati su una teglia, coprite con carta da cucina bagnata e leggermente strizzata e far livitare per circa 50 minuti. Mettete la teglia in forno a 220°, abbassate subito a 200° e cuocete per 10 minuti, abbassate ancora a 180° e cuocete per 30 minuti circa. Per pezzature più piccole ridurre i tempi di cottura.

Qualche formato suggerito dalle Simili (ma potete lavorare anche di fantasia!)

Casereccio
Appoggiate verticalmente davanti a voi la pastella, tenendone la punta più vicina con la mano sinistra. Con la mano destra fare una piega all'estremità opposta e, usando il palmo della mano e lavorando solamente su un pezzetto di pasta, incominciare ad arrotolare e srotolare, fino ad ottenere un rotolo abbastanza sottile. Procedere così su metà della pastella poi arrotolare e srotolare semplicemente senza premere fino alla fine della restante pastella. Avrete così ottenuto una pezzatura con il centro più grosso e morbido. Mettetelo sulla teglia con la falda verso il basso, schiacciate con il palmo della mano, coprite e fate lievitare sino al raddoppio. A lievitazione avvenuta incidete il pezzo al centro con una lametta (o un coltello affilatissimo) fino ad una profondità di circa metà dello spessore del pezzo.

Montasù
Disporre la pastella orizzontalmente, fare due pieghe all'estremità e, con il pollice arrotolare e schiacciare leggermente tirando verso l'esterno ogni estremità facendo due rotolini. Quando i rotoli avranno raggiunto il centro, separateli leggermente, sollevate la pasta che si trova tra di essi e disponetela sul rotolino di sinistra, su questa appoggiate perpendicolarmente il rotolino di destra e premere fissandoli.
e qui una mia nota, o consiglio, fatelo!!!!!!!





giovedì 25 febbraio 2010

urge precisazione.........

metto questo brevissimo post giusto per fare una piccola precisazione sulla torta che vi ho appena mostrato.

roberta di http://saporieconsistenze.blogspot.com nel suo commento mi ha gentilmente informata che la fonte che mi ha ispirato la simil-cameo avrebbe -e uso apposta il condizionale- copiato la suddetta ricetta da un altro blog, http://ilparadisoincucina.blogspot.com ,

lungi da me innescare una serie di copia che ti ricopia sono andata a controllare e mi sono trovata davanti a due ricette completamente diverse, e per diverse intendo come dosi di ingredienti, poi come ho precisato nel mio post, la torta simil-cameo E' così, non si puo' variare più di tanto.

per fare un esempio nel forum che frequento io una ragazza, papaja, ne ha una pressochè identica a quella del blog dal quale si pensa sia stata presa la mia, unica differenza è che papaja ha messo la frutta frullata dentro e non sopra.

sarebbe come dire che con le miriadi di ricette del tiramisu qualcuno ha copiato da qualcuno, quando una ricetta è fatta così a mio parere non si puo' accusare di ruberia nessuno.

tenevo a fare questa precisazione perchè personalmente cito sempre la fonte da cui prendo la ricetta o anche soltanto se questa mi da l'imput per realizzarne un'altra, scusate ma non credo sia stato questo il caso, ho citato il blog da cui ho preso le dosi che erano perfette per me, quanto al resto non credo che queste abbiano niente da spartire con l'altra.

grazie a roberta che mi ha dato modo di verificare questa cosa .

martedì 23 febbraio 2010

dal regno dei dolci...torta simil-cameo!!!







basta!! stop!! finish!! dopo una settimana...no dico, UNA settimana senza dolci oggi non ce l'ho fatta più e ho dovuto preparare qualcosina!!

ieri sera in preda ad una crisi d'astinenza più forte del solito (neanche quando ho smesso di fumare sembravo una tigre in gabbia come in questi giorni!), ho cominciato ad aprire frigo sportelli cassetti in cerca di qualcosa da fare immediatamente!

ma poi la parte ragionevole che c'è in me..pochina..mi ha detto dai, aspetta domani!
okeeeiii, con l'ultimo sguardo al frigo vedo del mascarpone, della panna, dello yogurt, e in dispensa del pds pronto che tengo sempre di scorta, dei digestive e altro......bene, ho pensato subito a della crema di mascarpone su del pds bagnato con caffè al cardamomo, ma stamattina vedo nel mio blogroll che qualcun'altra ha avuto un'idea simile.....emmo'????

e vi pare che io mi posso scoraggiare...ma quando mai!!
avevo comunque in mente qualcosa senza cottura, non volevo fare proprio una cheese cake, allora gira che ti rigira sono arrivata su un blogghettino piccino piccino, http://ilregnodeidolci.blogspot.com/ , e vedo una simil-cameo che è giusta giusta per quello che avevo in mente!!

ho cambiato delle inezie, nel compleso è una torta che si fa "così", non ci sono tante varianti e inutile cercare di accreditarne la ricetta a qualcuno, gira da tempo e questa è!!!








ho usato:

200g di biscotti secchi
120g di burro
zenzero grattugiato (una mia aggiunta)

tritare direttamente nel robot i biscotti e il burro, unire lo zenzero e mettere questo composto su un foglio di cartaforno appoggiato al piatto di portata e dentro un cerchio apribile, mettere a rassodare in frigo,

250g di yogurt compatto
250g di panna fresca
2 cucchiai di zucchero a velo
2 fogli di colla di pesce

mettere la colla di pesce a bagno in acqua fredda, montare la panna con lo zucchero a velo e unire allo yogurt, sciogliere la colla in pochissima panna e fatta intiepidire versarla nella crema, mescolare bene e mettere sulla base di biscotto e riporre in frigo per 3 ore,

per guarnire
frutti di bosco o frutta frullata a piacere
io ho fatto
250g di fragole frullate e messe a cuocere con un cucchiaino di maizena, un cucchiaino di zucchero a velo e un po' di succo di limone e dello zenzero grattugiato, lasciato raffreddare e versato sulla torta, lasciare in forma per circa 30 minuti, sfilare la cartaforno dal sotto della torta e togliere il cerchio apribile, servire.

fresca, colorata, non troppo dolce ed è molto piacevole l'acidulo del topping in contrasto con la crema,
certo non è un'invenzione, e come ho detto prima si è vista e rivista, ma sapete che vi dico? in questo lungo e freddo inverno mangiarmi una fetta di questa torta è stato un ritorno all'estate!!




questo premio l'ho ricevuto da federica di http://notedicioccolato.blogspot.com/ e da sandra di http://ilcucchiainodimilu.blogspot.com/
lo dono a chiunque passi da queste parti e se lo voglia prendere, la regola è scrivere 10 cose che ci fanno felici.............io comincio ad elencare......





1 - stare con chi amo
2 - il mio cane
3 - vedere il mare
4 - le mie amicizie
5 - cucinare ma vado a periodi alterni
6 - musica musica musica
7 - ballo ballo ballo
8 - uscire uscire uscire
9 - comprare arnesi strani per la cucina
0 - il gioco nel senso "giocoso" della parola, non il gioco d'azzardo per intenderci

domenica 21 febbraio 2010

una zuppa calda e del colore del sole!!









finalmente una giornata di sole!!!!!
non ne potevo più, grigio, pioggia, freddo mi stavano mandando in depressione !!

ho latitato un po' su questi schermi, anche da voi mi sono fatta vedere poco, ma veramente il mio umore è andato di pari passo al tempo, oibo', ma oggi complice questa giornata azzurra e luminosa mi sento un'altra persona!!!

pero' ancora piatti leggeri...avete visto come sto resistendo senza dolci?? giuro, anche nei giorni scorsi non ho mangiato alcunchè di zuccheroso, solo ieri sera al ristorante, ma quello non vale...ihihih........

oggi ho voluto postare questa vellutata semplicissima che ci è piaciuta tantissimo, è una banalissima crema di patate, zucca e porri resa pero' più particolare dal curry e dallo zenzero.....e colorata come il sole!!

300g di zucca
3 patate medie
1 porro
1 cucchiaino di curry
1 cucchiaino di zenzero freso grattugiato
2-3 cucchiai di farina
brodo vegetale
olio,sale
pane tostato
yogurt al naturale

tagliare a dadini piccoli le verdure lavate e mindate e metterle a rosolare in una pentola con poco olio, spolverare con la farina ( come si fa nella zuppa di cipolle ) e mescolare bene,
aggiungere poco per volta il brodo vegetale, il curry e lo zenzero e lasciare cuocere per 30 minuti,
frullare con un mixer e impiattare con una fetta di pane abbrustolito appena unto con l'olio e cosparso di parmigiano e decorare con gocce di yogurt e paprica dolce,

come vedete semplice e veloce, ma l'abbinamente delle spezie ha reso questa zuppa ancora più "calda", non so se riesco a rendere l'idea.....

naturalmente io ho messo la dose delle spezie così come è piaciuta a noi, voi potete cominciare con meno e aggiungere a vostro gradimento, vi dico pero' che secondo me era abbastanza equilibrata, non esagerata ma allo stesso tempo si "sentivano".

alla prossima ragazze mie belle, sarà un dolce??? ma chissà, vi lascio in sospeso!!








con questa ricetta partecipo alla raccolta di http://timoemaggiorana.blogspot.com




giovedì 18 febbraio 2010

dieta??...si, col cavolo!!!...ma viola!






fosse per me, veramente col cavolo che mi metterei a dieta!!!
mentre penso" adesso basta dauly, fermati un po' con dolci e piatti ipercalorici," ecco che già mi si mette in moto il cervellino e vago alla ricerca dell'ennesima torta o crema ecc ecc....ma questa volta non sarà così, vedrete.......e se mai su questi schermi dovreste vedere un dolcetto, è cosa vecchia mangiata digerita e aimè finita!!!
così mi sono anche parata il didietro, casomai postassi davvero un dolce....furbetta che sono...ihihih!!!!

allora cominciamo a presentare queste due preparazioni del cavolo...ma buonissime!! ho messo un'infilata di foto perchè mi piace da morire il colore di questo ortaggio!!




saprete già che tutti gli appartenenti alla famiglia dei cavoli, verza, broccolo, cappuccio..ecc ecc sono ricchi di sali minerali e vitamina c e hanno proprietà antitumorali, ragion per cui per il mio problemino ne mangio di tutti i tipi e spesso anche crudi...come questa insalata..........
la ricetta l'ho trovata su http://viadellerose-miceli.com/ e l'ho adattata a quello che avevo in casa, o meglio che non avevo (tipo l'olio di noci), e ho tolto l'uvetta....
un cespo di cavolo viola
2 arance
noci
1 cucchiaino di miele
2 cucchiai di aceto di mele
2 cucchiai di olio
sale
affettare sottile il cavolo, pelare al vivo 1 arancia e spremere l'altra, spezzettare le noci,
in una tazza mettere il miele, l'aceto, il sale e mescolare bene per farlo sciogliere, aggiungere l'olio e il succo d'arancia e sbattere bene fino a creare un'emulsione,
condire il cavolo insieme alle noci e gli spicchi di arancia e far riposare una ventina di minuti......
è un'insalata fresca e piacevole con questo vago agrodolce, poi a vostro gusto personale accentuarlo o meno e se vi piacciono aggiungete le uvette come da ricetta originale.







questa invece è una versione cotta sempre con l'uso di aceto,
un cavolo viola
1 cipolla rossa
aceto
sale, olio, semi di cumino
affettare la cipolla e metterla a stufare in un tegame con l'olio,
aggiungere il cavolo affettato e grondante dell'ultima acqua di lavaggio e cuocere coperto e a fiamma bassa per 15 minuti,
salare, aggiungere i semi di cumino e rigirare, quindi sfumare con 3 cucchiai di un buon aceto (se vi piace anche di più, andate ad assaggio),
lasciare cuocere ancora per 10 minuti.
io lo faccio cuocere poco perchè preferisco che rimanga croccante, se voi lo preferite più cotto fate pure a vostro gusto, come sempre direi,
le ricette a mio parere non possono mai essere "assolute", soprattutto quando sono piatti veloci e di tutti i giorni, quelli praticamente fatti "a naso".....ditemi, voi non sentite l'odore di quando manca il sale??? io si !!








lunedì 15 febbraio 2010

da leccarsi i baffi, biscottini e chiacchiere pucciati nel sanguinaccio



domani è l'ultimo giorno di carnevale e della serie anch'io voglio fare le chiacchiere...ma al forno...curiosando di qua e di là sono arrivata da roby di http://ipasticcidiroby.blogspot.com/ e vedo delle chiacchiere bellissime e leggerissime e cosa più importante cotte al forno!!
chiedo a roby se sono secche o belle friabili e lei mi conferma la loro friabilità, ok, allora sono mie!!
oggi mi metto a impastare, tiro fuori quello che serve e qui il primo problema...l'impasto è mollissimo, forse le uova erano troppo grandi,
ok, non mi perdo d'animo e aggiungo un po' di farina, metto a riposare e preparo tagliere e imperia.......
secondo problema, non c'è verso di tirare la pasta, la infarino ma continua ad appiccicarsi alla macchinetta, dopo aver riempito mooolto faticosamente una teglia inforno e aspetto il risultato prima di continuare con 'sta faticata!!!

suolette di scarpe!!!!! dure e secche che non vi dico....ma perchè??? roby se ci sei batti un colpo!! ho seguito pari pari la ricetta, andandomi a rivedere la sua foto proprio mi è uscita una cosa completamente diversa....grrrrr!!!!

ma della serie aiutati che il ciel t'aiuta prendo il rimanente impasto e ci faccio dei nodini che sgnacco in forno...o', quello che sarà sarà, sempre meglio delle suolette saranno!!!
e c'ho avuto ragione!!
sono venuti croccantini di fuori con un interno di giusta morbidezza e nel frattempo un'altra idea si stava facendo strada nella mia testolina....cioccolato...cioccolato...cioccolato..........

nei giorni scorsi ho scoperto leggendo in vari blog il sanguinaccio, questa crema di cioccolato tipica napoletana che in origine veniva fatta usando anche sangue di maiale, e per fortuna adesso riconvertita con solo cioccolato, andate a vedere su http://www.lacucinacoibaffi.com/ o su http://tzatzikiacolazione.blogspot.com/ , troverete tutti i dettagli!

era mia, cioccolato libidinoso al quale non ho saputo resistere e nel quale pucciare questi simil-biscotti simil-chiacchiere,insomma l'ho fatta!!!!

un po' modificata rispetto alle due che vi ho segnalato, ma di una bontà da svenimento!!!!!

e poi basta guardarla!!!!







per il sanguinaccio:
1l di latte
100g di cacao amaro
100g di cioccolato fondente spezzettato
300g di zucchero
50g di amido di mais
30g di farina
una noce di burro
2 bustine di vanillina
2 cucchiaini di cannella
2 cucchiai di rum

sciogliere in due tazzine in una l'amido e la farina nell'altra, versare in un pentolino il latte, il cacao, il cioccolato, lo zucchero, le farine sciolte e portare a bollore mescolando,
cuocere per 4-5 minuti, spegnere e lasciare intiepidire,
aggiungere il burro e mescolare per farlo sciogliere, unire la vanillina, la cannella e il rum e far raffreddare,
passare al colino,
si dovrebbe servire con canditi che io non amo per niente, a voi la scelta!!
con questa ricetta partecipo alla raccolta di http://deleciously.blogspot.com/

vi assicuro che c'è da leccarsi dita, baffi e orecchie, prova inconfutabile è stata che al ritorno dal lavoro mio marito mi ha "beccata" con uno sbaffo di cioccolato sulla bocca!!!!!!!!








per le chiacchiere:
250g di farina00
20g di zucchero
25g di burro morbido
2 uova
la scorza grattugiata di 1/2 limone
1/2 bustina di lievito per dolci
3 cucchiai di marsala ( io ho messo grappa)
un pizzico di sale

mescolare la farina col lievito, la scorza grattugiata e lo zucchero, unire le uova leggermente sbattute, il sale e il burro morbido,
impastare bene e formare una palla che si metterà a riposare per 30 minuti,
infarinare la spianatoia e tirare le striscie di pasta alla penultima tacca partendo dalla prima,
tagliare con la rotella dentata dei rettangoli di 10x15 cm circa e praticare due tagli paralleli al centro,
mettere sulla teglia foderata di cartaforno e cuocere a 180° per 30 minuti circa, a me ne sono bastati molto meno, all'incirca 20,
per fare i nodini ho fatto dei rotolini lunghi circa 20cm che ho annodato e cotto come sopra.
spolverare entrambi con zucchero a velo.







domenica 14 febbraio 2010

buon s.valentino con una profusioni di cuori!!!!!








quando la sfiga ci mette lo zampino si combinano dei pasticci!!!
quale sfiga??? avete presente quando siete pronte per cominciare a cimentarvi in un lavoro lungo che ha bisogno di calma e concentrazione e improvvisamente, alle 11 di mattino, col pranzo da finire di preparare, ancora in pigiama, con i bignè nel forno e soprattutto una TORTA DA DECORARE, vi arriva in casa un amico che "passavo di qua e mi sono detto fermiamoci a dare un saluto" !!!!!?????
e avere un marito che non si rende minimamente conto che tu sei nel casino totale, che devi per forza preparare e anche con calma e lo senti chiedere "dai, vuoi un aperitivo, un goccio di vino bianco va bene??"!!
vi avevo già raccontato una cosa simile in merito alla visita di un lontano parente, ma oggi è S.VALENTINO!!, no dico, ci ho pensato 3 giorni a cosa fare, in questa torta ho riunito tutto quello che adoro nei dolci, la sacher torte, il cioccolato e lo zenzero, ho girato tutta parma per trovare qualche decorazione carina ( o almeno passabile ), e adesso come faccio???
semplice, sono una signora educata e non lascerei mai un ospite abbandonato e mi sono sacrificata ad arrangiarmi come meglio potevo.....
risultato, la torta è esteticamente penosa ma buonissima, il primo che doveva essere un risotto al radicchio è diventato una pasta al pomodoro e la corona di bignè è diventata una ghirlandina a forma di cuore,
almeno ho mantenuto l'idea di un menù tutto rosso e rosa, ma da qui all'idea iniziale ce ne corre, pazienza....conoscete la mia filosofia di vita, ci vuole ben altro per abbattermi!!!!
per la torta:
150g di cioccolato fondente
100g di farina
120g di zucchero
6 uova
sale
marmellata di mandarini
zenzero fresco
rum
per la copertura:
150g di cioccolato fondente
150g di panna
scaldare la panna in un pentolino e farci sciogliere il cioccolato fondente spezzettato, grattuggiare un po' di zenzero e mettere in frigorifero per alcune ore,
sciogliere il cioccolato e unirvi il burro,
dividere i tuorli dagli albumi,
montare i tuorli a lungo con lo zucchero e montare gli albumi a neve ben ferma,
aggiungere ai tuorli il cioccolato raffreddato e la farina con un pizzico di sale,
unire gli albumi e mettere l'impasto nella teglia imburrata e infarinata e cuocere a 180° per 35-40 minuti,
lasciarla raffreddare e nel frattempo scaldare la marmellata con lo zenzero grattugiato e un bicchierino di rum,
tagliare la torta in due e bagnare con uno sciroppo di acqua e rum, spalmare la marmellata, coprire con l'altra metà anch'essa bagnata,
tirare fuori dal frigo la ganache e montarla fino a che si vedrà schiarire e ricoprire la torta, decorare a piacere (non come ho fatto io!!).
come dicevo in questa torta ci sono le 3 cose che amo di più nei dolci, il cioccolato fondente, la torta sacher che mi fa letteralmente impazzire e lo zenzero che metterei dappertutto!
e così mi sono festeggiata, ma quanto mi amo!!????? ;-)
ps:
i cuori rossi sono in marzapane, quelli ero riuscita a farli il giorno prima!!




questa invece doveva essere una corona più elaborata con una specie di intreccio ( ci sarà un'altra occasione) ma ho dovuto ripiegare per i soliti bignè fatti con:
120g di acqua
50g di burro
60g di farina
2 uova
un pizzico di sale
portare a bollore l'acqua col burro e il sale, unire tutta in una volta la farina e mescolare bene fino a che diventa una palla, lasciare raffreddare ed unirvi le uova 1 alla volta aspettando che il precedente sia perfettamente amalgamato,
mettere in una siringa da pasticcere e formare dei mucchietti regolari,
cuocere a 200° per 35-40 minuti, sfornare e lasciare raffreddare bene.
farcia:
1 confezione di philadelphia
30g di noci tritate
80g di prosciutto cotto
tritare il cotto e le noci e mescolarle al formaggio, aggiustare di sale e riempire i bignè,
ho dato la forma di un cuore e servito con un'insalatina di radicchio rosso condita tradizionalmente con sale, olio e un aceto balsamico che mi ha gentilmente regalato la mia nipotina del web, sandramilu di http://ilcucchiainodimilu.blogspot.com , buonissimo...e poi è un'altra cosa per la quale vado matta!!!














giovedì 11 febbraio 2010

un fiore al bitto e pere.....si tortella ancora......






san valentino si avvicina e io navigo ancora in alto mare senza idee per una tortina da regalare al maritino....che poi brutta ipocrita che sono la tortina la cerco su misura per me...ihihih..lui non è goloso (così dice ma poi se magna tutto) e io invece sono una cosa schifosamente esagerata, ogni granello di zucchero che mi passa sotto gli occhi fa una brutta fine,
e poi la fiera dell'ipocrisia continua perchè tanto rimprovero lui per non controllarsi a tavola, tanto io mi faccio grande del fatto che i miei esami sono perfetti e anche la glicemia si mantiene sotto i valori massimi consentiti.....e ne ha del miracoloso viste le quintalate di dolci che mi sbafo quasi tutti i giorni!!
si, ho divagato, ma ormai lo sapete anche voi, prendo la tangente e parto e non so dove vado a parare, il succo del discorso comunque era "aiuto, domani è venerdì e io non so ancora che caspita di torta fare!!!!!!"........

.........allora aspettando che la notte abbia pietà di me e porti consiglio, vi propongo dei fiorellini carini carini e buonini buonini...uuh quanti "ini" mi sono usciti?? bè, se volete farne dei cuoric"ini"
e metterli a tavola per la festa degli innamorati, questa è la ricetta liberamente tratta dal blog http://essenzadivaniglia.blogspot.com con molte modifiche rispetto all'originale:

per la pasta:
400g di farina
4 uova
un pizzico di sale

per la farcia:
300g di ricotta
1 pera
bitto stagionato grattugiato
1 bicchierino di vinocotto
30g di burro

per il condimento
100g di panna
100g di bitto stagionato
noci
pepe fantasia
latte

preparare la pasta e tenerla da parte coperta con un canovaccio,
tagliare a cubetti piccoli la pera e metterla a rosolare nel burro, quando è bella morbida sfumiamo col vinocotto e facciamo evaporare, salare e pepare e far raffreddare,
mescolare alla ricotta e al bitto, aggiustare di sale e lasciare riposare 30 minuti circa,
tirare la pasta con la macchinetta partendo dalla prima tacca e finendo con la penultima,
mettere i mucchietti di farcia, coprire con un'altra sfoglia e tagliare con la formina che preferite,
mentre i tortelli cuociono mettere in un tegamino la panna e il bitto, mescolare fino a sciogliere completamente il formaggio, io consiglio di aggiungere un goccio di latte per rendere la fonduta più fluida,
scolare i tortelli e condirli con la fonduta, qualche noce spezzetata e qualche grano di pepe pestato.

questo piatto ha un giusto equilibrio fra la delicatezza della farcia e il sapore leggermente più corposo della fonduta dato dal bitto, io ho usato un bitto molto stagionato e saporito e non ho dato la dose utilizzata perchè nei ripieni vado sempre di assaggio, aggiungo fino ad arrivare al punto giusto,
non fatevi spaventare dall'uso delle pere nella farcia perchè la loro presenza non è predominante ed anzi serve proprio per armonizzare il tutto.

bene, ora vado a letto sperando di sognare torte, cheesecake, bavaresi, mousse........che cappero faccio domenicaaaa!!!!!!!










mercoledì 10 febbraio 2010

polpettone alle verze e curry




eccomi qui con un bel secondo piatto dai sapori decisi, dato che a casa mia si mangia tutti i giorni questo fa parte della mia cucina invernale quotidiana, non è un piatto ricercato o troppo particolare,

i miei non amano molto la consistenza del macinato, come dicevo a miciovolante loro hanno "le fauci" ed amano strappare e masticare la carne, i lupi famelici!!!

pero' questo è un piatto che se anche non troppo di frequente, si sa, il troppo stroppia soprattutto a casa mia, dicevo che se lo mangiano volentieri,

andiamo di ingredienti:

500g di macinato misto
1 grossa patata
4 manciate di parmigiano
2 manciate di pangrattato
1 uovo
1 scalogno
1/4 di verza
1 cucchiaio di curry
olio,sale
vino bianco
latte

lavare e scottare le foglie più grandi della verza,
lavare e affettare la verza e metterla a lessare per pochi minuti e scolarla,
lessare la patata,
tritare lo scalogno e metterlo ad appassire in una padella con l'olio e il curry, dare un paio di mescolate e allungare con un goccio di acqua per far appassire lo scalogno,
in una terrina mettere il pangrattato e bagnarlo con un goccio di latte, unire la patata schiacciata, l'uovo, il parmigiano e lo scalogno rosolato ben asciutto, aggiustare di sale,
amalgamare il tutto e stendere su un foglio di cartaforno le foglie intere di verza ben asciugate e sopra il polpettone dandogli una forma allrgata e rettangolare,
nella padella dove si è stufato lo scalogno col curry mettere a insaporire la verza affettata, salare e coprire la base di carne,
arrotolare e chiudere ben stretto nel foglio di cartaforno,
mettere a cuocere in forno a 180° per 30 minuti in una teglia con 2 dita d'acqua,
a tempo scaduto togliere il polpettone dalla carta, rimetterlo nella teglia dove si uniranno un filo d'olio e mezzo bicchiere di vino bianco,
rimettere in forno altri 15 minuti.

si puo' accompagnare a un purè di patate o ad una semplice insalata.

è un piatto profumato per la presenza del curry e rustico per l'uso della verza, e forse è più complicato da dire che da fare, io ho cotto la verza sia a foglie intere che affettate nel micro in un piatto coperto con un goccino di acqua, in 6 minuti l'una erano pronte per essere usate, non troppo cotte per mantenere la consistenza giusta sia per coprire il polpettone che per la farcia.

alla prossima bimbe belle, adesso devo pensare alla cena di stasera.....dato che si mangia tutti i giorni!!!!!














lunedì 8 febbraio 2010

gli "gnudi"...ma non scandalizzatevi!!!










in questi giorni sono troppo di corsa e non so nemmeno io perchè!!
non vi capita mai di auto-incasinarvi la vita?? di avere l'impressione di correre in tondo e ritrovarvi sempre allo stesso punto di partenza?? miiiii....che nervi mi vengono!!!!!!

io non sono una di quelle iper controllate, iper organizzate, insomma, grazie a dio prendo la vita un po' come viene, se non riesco a stirare oggi stiro domani, se non mi viene una cosa ci sarà un'altra occasione, si, credo di avere acquisito negli anni una buona filosofia di vita....ma quando passo momenti come questi vado in palla totale, mi sembra di non arrivare da nessuna parte!

perchè vi ho detto tutto questo???
così, per dire qualcosa, per far due chiacchiere fra amiche che si raccontano....o', deve esserci un senso per tutto??
nooOO, dai, almeno qui un po' di leggerezza non guasta, se non trovo un angolo relax nel mio bloggo....'ndo lo trovo???

allora siete pronte a vedere un nudo d'autore??? siiii, ok, ve lo presento!

questa è una ricetta "d'autore" nel senso che ultimamente mi sto affidando ad una ragazza del forum di cui vi ho già parlato riguardo la ribollita, toscana di pisa e autrice ufficiale delle suddette ricette che mi ha passato,
il suo nick è silviacianf e vi avverto che la prossima sarà un dolce ....e te pareva!!!!

gli "gnudi" non sono altro che il ripieno di erbette dei tortelli usato per formare degli gnocchi delicatissimi da condire con ragù di carne o anche semplicemente con burro e salvia.

350g di ricotta
1 pugnetto di erbette lessate e ben strizzate
3 cucchiai di parmigiano
3 uova(ne ho messe 2)
burro, sale, farina

dopo aver lessato e strizzato le erbette, si tagliano e si fanno rosolare nel burro ( io ho usato olio),
si fanno raffreddare e si uniscono alla ricotta, il parmigiano, le uova e il sale,
si mette l'acqua a bollire e nel frattempo si prepara un piatto con la farina, vi si mette un cucchiaino di composto e si rotola per formare gli gnocchi,
si buttano nell'acqua e si scolano appena riaffiorano,
si condiscono come preferite in un piatto largo in un solo strato, sono delicatissimi e non si devono mescolare per non correre il rischio che si disfino,

un piatto veramente delicato, forse il mio ragù era un po' troppo "corposo" e ammazzava un po' la dolcezza di questi gnocchi, ma a casa mia non sono così sofisticati e se li sono sbafati tutti come da copione, belve fameliche sono e come tali si comportano!!!






sos dell'ultimo minuto!!!
dove posso trovare la raccolta per chef sans frontieres?? ho una ricettina giusta giusta per loro!! grazie mille.

sabato 6 febbraio 2010

lo avevo detto che infornavo ancora!!





potere del blog e di tutto quello che ci gira intorno, anche io quest'anno, seppur a modo mio, mi sto togliendo la voglia di dolci per carnevale....oooo'....era ora, dopo anni di " questo non posso farlo" mi sto cimentando in krapfen e simili pero' cotti in forno!!!

già vi ho fatto vedere i mini-krapfen un paio di post prima, e come avevo detto..e io sono un donnino di parola..c'ho riprovato e questa volta con dei krapfen con le patate nell'impasto,

come i primi anche questi li ho trovati su un libriccino allegato alla rivista Più dolci, e fatte le mie solite modifiche, aggiunto, tolto, cambiato, sono usciti questi...........



metto la ricetta del libro e fra parentesi le mie modifiche:
750g di manitoba ( 250g di 00 e 250g di manitoba)
250g di patate lesse
150g di latte
35g di lievito (20g)
150g di zucchero (130g)
90g di burro morbido (50g di olio di semi)
2 uova
3 pizzichi d sale
vanillina (i semi di 1 bacca di vaniglia)
fare un lievitino con 50g di latte, il lievito, 50g di farina e 1 cucchiaio di zucchero, lasciare riposare 15 minuti coperto,
unire la farina, le patate schiacciate, il latte, lo zucchero rimasto e la vanillina(vaniglia),il sale e uno alla volta le uova, per ultimo il burro morbido(olio),
lavorare per 10 minuti e mettere a lievitare in una ciotola coperta per 2 ore o fino al raddoppio,
rovesciare l'impasto sulla spianatoia infarinata e rilavorare brevemente l'impasto, quindi stenderlo con il mattarello fino allo spessore di un paio di cm,
tagliare con un coppapasta di 7-8 cm di diametro,
mettere i dischi sulla placca foderata di cartaforno e lasciare lievitare fino al raddoppio,
cuocere a 180° per 12-13 minuti,
volendo si possono farcire o lasciare vuoti e solo spolverati con zucchero a velo, io ne ho lasciati alcuni al naturale, altri li ho riempiti con crema fondente e altri con marmellata di mandarini,
la ricetta originale prevede la farcitura con crema pasticcera prima della frittura sovrapponendo 2 dischi,
se si vogliono friggere farlo in olio caldo ma non bollente.
la lievitazione è durata tanto, ma in casa mia ci sono solo 19 gradi per cui i tempi si allungano parecchio,
sono sofficissimi, il giorno dopo ancora soffici, poi non saprei dire, una parte li ho congelati, ed anche questa credo sia un'altra ragione per preferirli al forno, oltre la leggerezza si possono congelare e riscaldare senza correre il rischio del fritto riscaldato che almeno per me è una cosa tremenda, non mi piacciono nè il gusto nè la consistenza, ovviamente è sempre e solo gusto personale!
e adesso cominciamo a pensare a s.valentino....ao', anche le vecchie babbione come me lo festeggiano, che credete!!!!!!!! buona domenica bimbe mie belle!!




giovedì 4 febbraio 2010

crespelle di grano saraceno con cavolo nero e pecorino





eccomi qui per presentare si questa ricetta, ma soprattutto mi devo scusare per la mia latitanza di questi giorni sui vostri blog,
sono due giorni che un attacco di cevicale mi ha letteralmente "attaccata" nel modo più violento, con mal di testa, giramenti e nausea, ed anche io solo guardare lo schermo mi fa star male!

se adesso sono qui è per due motivi, il primo è che non volevo fare la figura di quella che non va a commentare le vostre meravigliose ricette, voi siete tanto presenti con me e mi sembra giusto e soprattutto piacevole esserci anch'io per voi, poi con tutte le idee e gli scopiazzi che faccio come non potrei venirvi a trovare??

il secondo motivo, anzi sono altri due, è che sto aspettando che cuocia l'ennesima zuppa, e invece di andarmene sul divano a leggermi qualcosina me ne sto qui con voi, di là sul divano c'è un mezzo moribondo con 37 e 3 di FEBBRE che geme come se fossero i suoi ultimi respiri......avete presente il tipo no???
per cui preferisco di gran lunga questa fitta lancinante sugli occhi piuttosto che la suddetta compagnia!!!!!





questa ricetta è nata per consumare del grano saraceno che avevo in casa, la storia di questo grano è la solita che capita credo a molte di noi, si cerca tanto un prodotto e quando lo hai trovato e bella contenta te lo porti a casa lo guardi lo riguardi lo riponi lo riguardi e ti chiedi...e mo' che ci faccio???
poi io non ho trovato la farina ma i chicchi e me lo sono macinato con san bimby, stessa cosa per l'avena, anzi....ricettine con quest'ultima ne avete??????
il cavolo nero è onnipresente nella mia cucina invernale e il pecorino toscano lo ha seguito di conseguenza,
ed ecco la ricetta........




per 10 crespelle:
250g di latte
60g di farina 0
60g di farina di grano saraceno
2 uova
sale
mescolare gli ingredienti e lasciare riposare 15 minuti
cuocere le crespelle in un padellino da 18cm,
per la farcia:
1 mazzo di cavolo nero
100g di prosciutto cotto alla brace, o cotto di praga in un'unica fetta
pecorino toscano di media stagionatura
olio,sale,1 spicchio d'aglio
lessare il cavolo nero, scolarlo e farlo rosolare in una padella con un goccio di olio e lo spicchio d'aglio che poi toglieremo,salare e mescolare al cotto tagliato a listarelle, se volete il cotto lo potete rosolare in una padella senza condimento,
mettere il ripieno sulle crespelle e spolverare con il pecorino grattato con una grattugia a fori grandi,
per la besciamella
300g di latte
40g di farina
40g di burro
sale
preparate la besciamella e velate il fondo di una teglia, adagiate le crespelle chiuse a bauletto, coprire con la besciamella rimasta e spolverare con abbondante pecorino toscano,
infornare a 180° per 20-25 minuti o fino a quando sarà ben gratinato.
a noi sono piaciute moltissimo, certo deve piacere il cavolo nero, ma potrebbe essere sostituito da verza o da altra verdura di vostra preferenza.
ho finito il mio tempo limite, gli occhi mi stanno schizzando fuori dalle orbite, non mi resta che l'altra alternativa....aimè!!!!!
grazie ancora a tutte e speriamo di tornare come nuova al più presto e godere della vostra compagnia!!!










lunedì 1 febbraio 2010

mini-krapfen, friggo anch'io? no, inforno!





già lo sapete, più volte ho detto che devo fare attenzione all'uso esagerato di burro e uova per i problemi di cuore di mio marito, si ha il cuore infranto, ma non per amore...oddio, spero anche per quello, anzi, sarebbe meglio solo per quello, ma purtroppo non è così!!!!

allora anche per la mia produzione di dolci cerco sempre di mediare e di sostituire il burro con l'olio dove è possibile.
su una cosa pero' non transigo e non sgarro mai, e sono i fritti!!

capite bene che in questi giorni dove è tutto un fiorire di chiacchiere e frittelle di ogni genere, restare indifferenti diventa difficile e mi trovo davanti a una scelta, o spengo il pc e ci vediamo dopo il carnevale, o mi invento un'alternativa!


e dal momento che non riuscirei a stare lontana dal mio blog e da tutte voi, opto per la seconda che ho detto!!!!

cercando un po' in giro ho trovato in un libretto sui dolci di carnevale questi mini-krapfen che mi sono piaciuti molto ed ho provato a farli e cuocerli in forno, devo dire che sono venuti buoni, belli sofficiosi e morbidi.....ma non ho resistito e dopo credo 1o anni che non friggevo più ne ho fatti alcuni anche fritti, solo 6.....bè, sapete??? li ho preferiti al forno!!!








questi sopra sono quelli che ho fritto, mentre la prima e l'ultima foto sono di quelli al forno..

la ricetta è questa e fra parentesi ci sono le mie modifiche:

300g di farina 00 + 200g di manitoba
200g di latte
100g di zucchero a velo
60g di burro ( ho messo 60g di olio)
3 tuorli
25g di lievito di birra
scorza grattugiata di limone (ho usato l'arancia)
1 bustina di vanillina (non l'ho messa)
3 pizzichi di sale
100g di cioccolato fondente

con queste dosi me ne sono venuti 30 con un coppapasta da 5cm

fare un lievitino con 2 cucchiai di latte, il lievito e 50g di farina, lievitare per 30 minuti,
unire la farina rimasta, lo zucchero e gli aromi, il latte e cominciare ad impastare, aggiungere i tuorli, il burro (o l'olio) e per ultimo il sale,
mettere a lievitare coperto per 90 minuti o fino al raddoppio,
rovesciare l'impasto sulla spianatoia e tirare all'altezza di 1cm e tagliare con un coppapasta da 5cm,
mettere a lievitare coperto per 60 minuti o fino al raddoppio,
friggere in olio caldo ( o mettere sulla placca del forno foderata con cartaforno e cuocere a 180° per 15 minuti)
fondere il cioccolato fondente e con un conetto con il foro piccolo decorare con delle striscie parallele.

















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